giovedì 9 ottobre 2008








Articolo tratto da altroconsumo

Difendersi dal crack







La crisi americana dei mutui, dilagando in un pericoloso effetto domino, ha coinvolto banche e assicurazioni anche in Europa. Pur nell'incertezza generale, possiamo dare qualche risposta ai quesiti più frequenti dei nostri lettori.

I conti correnti bancari sono al sicuro?
Le banche italiane aderiscono al Fondo interbancario di tutela dei depositi o (le banche del credito cooperativo) al Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. In caso di dissesto, è previsto un rimborso dei soldi depositati dai correntisti fino a 103.291,38 euro.

Il Fondo interviene solo a seguito di liquidazione coatta amministrativa della banca o di sua amministrazione straordinaria e dietro autorizzazione della Banca d'Italia.

Entro 3 mesi dalla data del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa vengono rimborsati i depositi fino ad un massimo di 20.000 euro a depositante. Il termine può salire a 9 mesi se la Banca d'Italia accerta circostanze eccezionali. Il resto viene rimborsato con modalità legate ai riparti di liquidazione e dunque con tempistiche che possono essere anche lunghe.

E se il conto è cointestato?
La garanzia offerta dal Fondo interbancario di tutela dei depositi è per depositante, non per deposito. Questo significa che se il conto è cointestato fra due persone, il livello massimo previsto dalla legge (i 103.291,38 euro) vale per ciascun titolare del conto e si raddoppia.

Se la banca fallisce, che ne è di titoli e fondi comuni?
A differenza dei soldi depositati sul conto corrente, i titoli non sono un credito nei confronti delle banche, ma sono di proprietà dell'investitore. In caso di crac della banca, quindi, non rientrano nella tutela offerta dal fondo, ma dovrebbero essere restituiti dall'emittente. Stesso discorso per i fondi comuni, anche se in questo caso qualche problema in più potrebbe sorgere se la banca fallita agisca come depositaria del patrimonio della Sicav (Società di investimento a capitale variabile), Le Sicav, infatti, non possono usufruire del fondo di garanzia per recuperare le somme depositate.

Se ho investito in Conto Arancio?
Anche Ing Direct n.v. (la filiale che gestisce Conto Arancio) aderisce al Fondo interbancario di tutela dei depositi italiano, per cui valgono le stesse tutele previste per i conti bancari. Infatti il fondo tutela anche i conti di deposito come Conto Arancio.

Se ho investito tramite una Sim?
Se fallisce una Sim (Società di intermediazione mobiliare autorizzata dalla Consob a svolgere servizi di investimento), interviene il fondo nazionale di garanzia, che risarcisce fino a un massimo di 20.000 euro.

Che fine fanno i soldi investiti in azioni e obbligazioni Lehman Brothers?
Per chi ha in mano azioni Lehman Brothers non c'è alcuna speranza: gli azionisti sono gli ultimi a raccogliere le briciole di quel che resta dal processo di liquidazione.

Quanto alle obbligazioni, secondo la Sec, la "Consob" americana, chi ha sottoscritto bond di una società che avvia la procedura fallimentare quantomeno non riceverà il pagamento degli interessi. Mentre per il rimborso del capitale investito, si può sperare di ottenerlo, tutto o in parte, solo se con i soldi derivanti dalla vendita delle attività della banca si riusciranno prima a pagare tutti gli oneri amministrativi (come quelli per i dipendenti) e poi a rimborsare i possessori di titoli obbligazionari garantiti da attività della banca (non ci risulta che ci siano titoli di questo tipo scambiati in Italia). In ogni caso il rimborso, se ci sarà, arriverà comunque dopo mesi di attesa - gli obbligazionisti Cirio o Parmalat ne sanno qualcosa - e, verosimilmente, solo per gli obbligazionisti classificati come senior, che hanno più tutela di quelli che hanno acquistato obbligazioni subordinate.

Quello che possiamo dire è che storicamente, in operazioni di questo tipo, alla fine del processo di liquidazione si è riusciti a recuperare in media il tra il 30 e il 40% del capitale investito. Ora gli obbligazionisti hanno due alternative: la prima è attendere e sperare nel processo di liquidazione. La seconda è cercare di vendere subito le obbligazioni: compito difficile, visto che le negoziazioni sui mercati ufficiali sono sospese.

E le polizze index linked?
Pur non avendo acquistato direttamente obbligazioni Lehman, può esserci il rischio che le polizze vita index linked siano in realtà basate su titoli emessi dalla banca americana. Sono polizze che alla scadenza, oltre a garantire il rimborso del capitale investito, permettono di godere di un extra-rendimento in più legato all'andamento di uno o più indici di mercato. Si tratta quindi di veri e propri investimenti finanziari, che di assicurativo hanno ben poco. Fino a ora, fra gli assicuratori che hanno costruito polizze con prodotti Lehman, solo in pochi si sono fatte avanti: Mediolanum ha annunciato che entro l'anno prenderà misure per tutelare i clienti esposti a bond Lehman; Unipol ha dichiarato di star valutando "le modalità tecniche per riconoscere agli assicurati che hanno sottoscritto le index linked, l'opzione di ottenere alla data naturale di scadenza dei contratti il capitale originariamente sottoscritto". Il credito cooperativo cattolica assicurativa si sono impegnati a favore della clientela che hanno sottoscritto polizze index linked con sottostante titoli Lehman Buoni propositi che speriamo si traducano in realtà.

2 commenti:

mino ha detto...

grazie per le informazioni, credo che la situazione in Francia sia molto simile. Ciao

IO ha detto...

in tutta europa purtroppo....
e in america è peggio.
il problema di queste cose è che vanno a colpire solo la gente comune, i ricconi sta sicuro che non ne risentono: basta che guardi i serviti sul salone nautico di genova, è un boom pazzesco. E l'imbarcazione che costa meno, un gommone (gommone!!!!!) costa 50.000 euro.